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Crescono gli iscritti al sindacato: bene Gilda e Anief. E la Cisl supera la Cgil

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ROMA – Crescono gli iscritti al sindacato della scuola italiana: sono 659.542 per i tre anni dal 2019 al 2021. Il 9,2 per cento in più rispetto al triennio precedente, il 40 per cento in più rispetto al 2001 (ultimo anno reso pubblico dall’Agenzia Aran). Un docente (e un ammnistrativo) su due, nella scuola, ha una tessera sindacale in tasca. Nei tempi dell’attacco grillino e social ai “poteri intermedi”, e il sindacato è tra i più importanti in questo Paese, il dato è in controtendenza. Nel dettaglio la Cgil scuola, che da tempo si chiama Federazione dei lavoratori della conoscenza, è cresciuta poco. La Cisl (Fsur) è cresciuta di più ed è diventata il primo sindacato della scuola italiana. E’ entrato nelle prime sei associazioni l’Anief, sindacato nato a Palermo nel 2008 che sulla battaglia per gli iperprecari (tra questi, le diplomate magistrali) ha rumorosamente costruito il suo ingresso al tavolo delle trattative.

L’Agenzia che gestisce il rinnovo dei contratti, l’Aran, in queste ore ha reso noti i dati provvisori della rappresentatività per il triennio 2019-2021 e per la prima volta negli ultimi diciassette anni la Cgil scuola non è il primo sindacato del comparto. Con 141 mila iscritti, ha staccato soltanto 678 nuove tessere. La Cisl, invece, ha segnato un +15.197 e con 168.702 iscritti è tornata la prima organizzazione a scuola anche nella cosiddetta media ponderata (tiene conto degli iscritti, su cui la Cisl è sempre stata forte, e dei voti nelle ultime elezioni delle Rappresentanze Rsu). La Cisl ora rappresenta il 24,73 per cento della platea scolastica e la Cgil il 24,01 (nel trienio precedente aveva quasi il 27). Francesco Sinopoli, segretario della Flc Cgil da dicembre 2016, dice: “Le distanze sono sempre state ravvicinate e la Cgil, che ha un forte voto di opinione, paga più di altri la stagione della Buona scuola, che comunque stiamo smontando pezzo dopo pezzo, e il crollo della sinistra italiana avvenuto il 4 marzo”. Maddalena Gissi, segretario Cisl scuola, commenta: “C’è stata una grande capacità di lavoro delle nostre strutture territoriali, mi fa piacere notare come i due terzi degli iscritti abbia scelto un sindacato confederale”.

Al terzo posto della graduatoria Aran c’è la Uil scuola (96 mila iscritti e il 15,6 per cento della rappresentatività), al quarto lo Snals Confsal (13,65 per cento) e al quinto posto Gilda, sindacato nato nel 1989, che cresce di ottomila tessere e arriva a quota 65.617. “Abbiamo consolidato la presenza in tutti i settori della pubblica istruzione, scuola, Afam, università e ricerca”, dice il segretario Rino Di Meglio.

Prepotente l’ingresso al tavolo di Anief, associazione che, nata dieci anni fa su spinta del segretario Marcello Pacifico, si è mossa nell’area “sindacato di base” tempestando il ministero dell’Istruzione di ricorsi e aprendo una stagione di visibilità mediatica (oltreché, di recente, una “sezione presidi”, l’Udir). Oggi Anief ha superato le 41 mila deleghe triplicando gli iscritti rispetto al triennio precedente e quintuplicandoli sul 2013-2015. I primi sei sindacati della scuola – quelli che, appunto, andranno a fare le trattative – contano il 93 per cento degli iscritti.

E’ cresciuta di qualche decimale anche l’area Cobas, ma resta frammentata e senza possibilità di firma: sommando i primi quattro sindacati di base, l’area raggiunge a fatica il 3 per cento della rappresentatività. In tutto, sono 174 le sigle conteggiate dall’Aran: ventisette hanno un solo iscritto, il fondatore.

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